L’arte di Greg Jager

Classe 1982, designer in origine, Greg Jager vive a Roma ma porta la sua arte in giro per le città.

Frequenta lo IED tra il 2001 e il 2004, il suo è un background ricco di contaminazioni, dalla street art – è stato artista di graffiti – fino alla musica, l’architettura e perfino lo skate, sport praticato da ragazzino.

 

Greg Jager, artista – Courtesy di GregJager.com

 

La sua ricerca artistica è perciò complessa e rivela molteplici aspetti ma sicuramente al centro spicca la grande arte del ‘900 che l’artista studia e propone nei disegni scomposti e geometrici. Nonostante la sua arte nasca dalla strada, non coincide però in un’opera di riqualificazione ambientale, definizione in cui l’artista non si ritrova e cui stenta ad attribuire un significato positivo poiché, a parer suo, spesso indica il tentativo di dare decoro urbano ad alcune zone cittadine che avrebbero bisogno d’interventi diversi per risolvere i loro problemi. Al contrario, Jager definisce la sua un’arte di antropizzazione, grazie alla quale le persone possono interrogarsi e superare i propri limiti, pensare al di fuori del quadrato.

 

Tiber Courtyard, Greg Jager – Courtesy Greg Jager Instagram

 

In ogni caso, è inevitabile assegnarle un valore sociale poiché vero e proprio atto di responsabilità da parte dell’artista nei confronti della comunità e, il contesto in cui si sviluppa, deve comunque essere studiato e analizzato in modo tale da far risaltare al meglio l’opera. Si tratta, in fondo, di una relazione tra i disegni di Jager e i passanti che vi capitano davanti: bisogna che si conoscano l’uno con l’altro e instaurino una sinergia funzionante.

Le opere di Jager sono anche sinonimo di libertà creativa. L’artista non lavora solo su grandi superfici ma realizza anche opere più piccole – collage, installazioni, dipinti – e lo stesso ragionamento vale per i medium – pastelli, colori, spray e così via – ai quali si approccia in maniera del tutto spontanea e senza vincoli di nessun tipo o senza prediligerne uno rispetto all’altro, sono solo i mezzi per trasmettere un messaggio.

Nel corso della sua carriera, l’artista ha collaborato con molte istituzioni culturali e brand di moda. In concomitanza con la riapertura del museo Macro di Roma, nell’ottobre del 2018, ha realizzato il murale di ben 100m² dal titolo Metamuseo caratterizzato dallo stile geometrico e astratto in cui predominano il grigio, il nero, il rosso e il bianco.

 

Museo Macro, Roma , Metamuseo, Greg Jager – Courtesy di Museo Macro

 

Nello stesso anno, Fendi l’ha voluto per realizzare un’opera da includere nella mostra “Le Journee Particulieres” che si è svolta presso il palazzo della civiltà italiana e che doveva includere alcuni elementi della città d Roma. Per l’occasione, Jager ha realizzato un’opera ispirata all’architettura razionalista dell’EUR e a quella lineare che ha caratterizzato l’era di Mussolini.

 

Greg Jager per Fendi – Courtesy Greg Jager

Nemmeno il lockdown causato dal Covid ha fermato l’artista che ha dichiarato di essere concentrato sui progetti per il 2021 nei quali si percepiranno (inevitabilmente) le differenze pre e post pandemia. Non ci resta che aspettare.