“Il modo migliore per realizzare un sogno è quello di svegliarsi”
#MercoledìFilosofico #3

“Il modo migliore per realizzare un sogno è quello di svegliarsi”

Quali fossero i sogni di Marie-Thérèse Walter potrebbe essere facile immaginarlo: nel 1932, anno in cui viene ritratta dormiente da Pablo Picasso in “Il Sogno”, ha poco più di una ventina d’anni ma già da qualche anno è la sua amante, nonostante il pittore sia ancora sposato con la ballerina Ol’ga Chochlova e abbia da lei un figlio.

Forse allora la giovane ragazza sognava una relazione felice con l’uomo che amava, pur essendo consapevole di non poterla avere in una vita che non fosse quella onirica?

Svegliandosi dal suo sonno e negli anni successivi, Marie-Thérèse riesce però a ottenere – almeno in parte – ciò che voleva: da vicina di casa era già diventata dirimpettaia di Picasso, continuando a essere una presenza viva della famiglia oltre che del pittore, di cui era la più grande musa ispiratrice in quel periodo.

 

Picasso, Il sogno – Courtesy Aletes

 

Nel 1935 nasce Maya, e questo evento accade in concomitanza con la richiesta di divorzio e la fuga della moglie con il figlio. L’amante e la figlia vissero per un periodo con Picasso, ma poco dopo la relazione si raffredda quando l’uomo si innamora dell’artista surrealista Dora Maar, che si configurava esteticamente, ma anche intellettualmente, come l’opposto di Marie.

Forse le cose per Marie-Thérèse non sono poi finite esattamente come sperava, tuttavia rimane una figura insostituibile nella vita e per la produzione di Pablo Picasso, che la ritrae più e più volte.
Sarà poi proprio suo nipote Olivier Widmaier Picasso, il figlio di Maya, a pubblicare “Picasso: The Real Family Story” – la biografia del famoso nonno.

Sono comunque numerose le donne dormienti che l’artista amava ritrarre, tutte immerse nei sogni dove potevano approcciare concretamente i loro desideri, prima di svegliarsi e trovare il modo per realizzarli.

 

Picasso, Jeune Fille Endormie – Courtesy Artworld