“Nulla impedirà al sole di sorgere ancora, nemmeno la notte più buia. Perché oltre la nera cortina della notte c’è un’alba che ci aspetta”
#MercoledìFilosofico #14

“Nulla impedirà al sole di sorgere ancora, nemmeno la notte più buia. Perché oltre la nera cortina della notte c’è un’alba che ci aspetta”

Impression, soleil levant indubbiamente rappresenta l’alba dell’impressionismo: quando nel 1874 viene per la prima volta esposta nell’ambito della mostra organizzata dalla rivoluzionare “Société anonyme des artistes peintres, sculpteurs, graveurs” presso lo studio del fotografo Nadar, suscitò a dir poco scalpore.

Fu infatti suo merito se il critico Louis Leroy la definì “impressionisti” quel gruppo di artisti lì riuniti, con un’accezione negativa deriva dal fatto che l’opera si discostava dalla maniera tradizionali, caratterizzandosi per quel senso di approssimazione nella resa del soggetto, creando appunto una sorta di impressione.

 

Claude Monet, Impression, soleil levant, 1872 – Courtesy Musée Marmottan Monet

 

L’appellativo dettato dal disprezzo diede così ufficialmente nome e vita a uno dei movimenti più amati della storia dell’arte, e l’opera di Monet che sancisce questo avvenimento non potrebbe essere più rappresentativa.

Il porto di Le Havre e le sue imbarcazioni sono avvolte da una densa nebbia e, proiettando il suo riflesso rossastro sull’acqua, si alza il sole. Niente è chiaro e definito, proprio per il fatto che Monet ci vuole trasmettere le sensazioni che prova, le sue impressioni contemplando questo momento.

Nella sua pittura en plein air, ciò che si impone è la soggettività, non più quella rappresentazione oggettiva della realtà che contraddistingueva l’arte appena precedente: per i protagonisti del movimento, la notte scura del Realismo viene superata dall’aurora dell’Impressionismo, e allo stesso modo dopo ogni notte, ogni difficoltà, ogni momento buio, il sole tornerà sempre a sorgere