Approda a Rotterdam il primo deposito d’arte accessibile a tutti

Inaugurato il 5 novembre a Rotterdam, il Depot Boijmans Van Beuningen diventa così il primo deposito d’arte accessibile al pubblico: l’omonimo museo, rinomato per la sua collezione d’arte medievale e moderna, ha infatti deciso di rendere visitabile uno spazio solitamente non visitabile, mettendo così a disposizione capolavori che altrimenti non sarebbe possibile ammirare, dal momento che in media un museo riesce a esporre all’interno dei suoi spazi solo il 10% delle collezioni che gli appartengono.

 

Courtesy Museum Boijmans Van Beuningen

 

Lo struttura appena aperta è frutto di un progetto dello studio di architettura MVRDV, famoso per opere architettoniche come The Eye, parte del progetto per la Tianjin Binhai Library (2017), e lo spazio pubblico di Tainan Spring (2020): al suo interno ospita più di 150 mila opere, di cui 88 mila disegni e stampe, oltre al laboratorio di restauro, a sua volta accessibile.

 

Courtesy Domus

 

L’interno è stato progettato dall’eclettico artista e architetto John Körmeling, che ha creato uno spazio all’insegna della trasparenza, completando dunque la visione di accessibilità proposta da MVRDV.

L’esterno della struttura olandese è interamente ricoperto da un materiale specchiante, creando così un’immediata connessione con la natura circostante e con la città: il deposito, infatti, si integra alla perfezione con lo skyline di Rotterdam.

 

Courtesy Artribune

 

Il complesso olandese diventa dunque un’esperienza da vivere, perfettamente inserito nel contesto del Museumpark, centro culturale della città: la volontà di costruire un deposito autonomo ma accanto al museo, crea un legame tra i due spazi. Il deposito diventa un secondo museo, al servizio della diffusione della cultura presso il suo pubblico.

La presenza di un “Green Roof” inquadra il progetto come innovativo e moderno, ponendo l’attenzione sulla sostenibilità e sull’ecologia: luci a LED, riutilizzo dell’acqua piovana, l’uso di materiali riciclati e pannelli solari sono solo alcuni degli strumenti sostenibili che il museo ha deciso di utilizzare.