Dalla natura di Eliasson, alle donne artiste e a Goya per l’impegnatissima Fondazione Beyeler

Appena “asciugata” dall’intervento di Olafur Eliasson, la Fondazione Beyeler non ha intenzione di riposarsi. Si è conclusa infatti a metà luglio l’installazione “Life”, che vedeva l’interno e l’esterno dell’istituzione unirsi in un unicum.

Le sale, allagate e attraversatili tramite passerelle, si erano trasformate in uno stagno dalle reminiscenze impressioniste (immediato infatti era il collegamento alle Ninfee di Monet), in una fusione tra opera-museo-paesaggio-mondo che perfettamente si sposava con quella visione dell’architetto Renzo Piano, progettista dell’edificio.

 

Olafur Eliasson, Life – Courtesy Exibart

 

Ma nel frattempo continua “Natureculture”, l’esposizione della collezione legata all’opera di Eliasson, che punta l’attenzione proprio sul rapporto tra natura e cultura nell’arte tramite la selezione di un centinaio di opere di artisti storicizzati ma anche di recenti acquisizioni, che spaziano negli ultimi secoli e nelle tecniche usate.

Ciò che il curatore ha voluto mettere in evidenza sono i punti di contatto delle opere possedute dalla fondazione, che possono riguardare il contenuto, la forma, la poetica.

 

Berthe Morisot, Jeune femme au divan – Courtesy arte.it

 

Con l’arrivo dell’autunno inaugureranno invece due altre esposizioni: “Close-up” sarà tutta dedicata alle donne artiste, che dal XIX secolo si sono distinte nel contesto della storia dell’arte moderna, cioè dal momento in cui ha iniziato a venire lasciato uno spazio d’azione anche per loro e per la loro produzione. Le nove artiste prese in considerazione, tra cui Berthe Morisot e Frida Kahlo, vengono studiate dal punto di vista della riproduzione della figura umana, nel ritratto e nell’auto-ritratto.

Poco dopo, la Fondazione inaugurerà l’ultima esposizione dell’anno con una grande personale dedicata a Francisco Goya, creando una delle maggiori mostre mai dedicate all’artista. Realizzata in collaborazione con il Museo del Prado di Madrid, vedrà esposte opere raramente rese disponibili perchè provenienti da collezioni private spagnole, così come capolavori da musei e raccolte europee e americane. Nella settantina di opere esposte, allo spettatore sarà permesso di immergersi completamente nella produzione di quell’artista che era riuscito ad andare oltre e a rivoluzionare tutto ciò che era convenzionalmente nell’arte del suo tempo.

 

Francisco Goya, Maja vestida – Courtesy Artslife