Robert Doisneau, il pescatore di immagini

Reporter dell’uomo e della sua quotidianità, Robert Doisneau è tra le figure che al meglio esprime il sentimento che anima la corrente francese della fotografia umanista. La normalità viene resa protagonista proprio nel suo essere così comune e scontata, e sono proprio le fotografie che la catturano ad affidare a una qualsiasi azione, gesto o momento una poeticità sempre nuova e inedita.

Doisneau nel mondo della fotografia ha sempre orbitato: dal primo ruolo da assistente di André Vigneau dopo gli studi di litografia, agli scatti industriali per Renault, al lavoro per l’agenzia Rapho o ai reportage pubblicitari per Vogue.

 

Courtesy doisneaugenova.it

 

È un lavoro che è prima di tutto una passione, che si concentra in particolar modo sui sobborghi, sulle vite degli operai, per allargarsi agli innamorati, ai bambini, ai cittadini dell’amata Parigi, con un unico denominatore comune che riguarda le emozioni che vengono trasmesse.

Ma non sono emozioni da sbandierare o amplificare, bensì attimi colti con spontaneità e naturalezza, non scene costruite e irreali ma al contrario la realtà e la verità di momenti che ognuno si trova a vivere, che ognuno può riconoscere come proprio, in un elogio della bellezza di ciò che i suoi occhi vedono.

 

Courtesy elle.it

 

È senza dubbio il ritrattista per eccellenza della capitale, che meglio di chiunque altro ha saputo narrare momenti e luoghi della Ville Lumiere in ogni sfumatura. “Vi spiego come mi prende la voglia di fare una fotografia. Spesso è la continuazione di un sogno. Mi sveglio un mattino con una straordinaria voglia di vedere, di vivere. Allora devo andare”: e questo spiega proprio l’immensa veridicità che trasuda dai suoi scatti, nell’impulsività di un processo non costruito ma trovato per caso, e semplicemente fermato in uno scatto.

Piena dimostrazione di questo modus operandi è la sua fotografia più celebre, il “Bacio davanti all’hotel De Ville”, che tanto sembra un’immagine da copertina quanto è stato realizzato inaspettatamente. Mentre Doisneau stava realizzando un servizio per la rivista Life, vede i due ragazzi baciarsi e chiede loro di poter fermare per sempre quel bacio, che non era stato cercato ma una volta trovato non poteva essere lasciato scappare.

 

Courtesy grandi-fotografi.com

 

Dal 23 settembre avremo l’occasione di ripercorrere la vita e la produzione di Robert Doisneau grazie all’ampia retrospettiva a Palazzo Roverella. Le stampe, provenienti dall’Atelier Robert Doisneau a Montrouge, raccontano la storia di un pensiero che, tanto nei lavori su commissione quanto in quelli più casuale, segue uno stile univoco, sempre leggero e al contempo emozionante.